Interviste - Ilaria Gelli

Ormai diventato un appuntamento fisso, imprenscindibile, il nostro angolo delle interviste si impreziosisce ancora di più con la chiaccherata con Ilaria Gelli, autrice di punta di Tatai con i suoi GG - Life is a Videogame e Canvas (e il progetto di prossima uscita, Bunko 2210).
Buona lettura!
- PARLACI UN PO' DI TE, PRESENTATI AL PUBBLICO DI LETTORI: CHI SEI? CHE TIPO DI FORMAZIONE HAI (HAI FREQUENTATO SCUOLE DEL FUMETTO? SEI AUTODIDATTA), QUALI SONO I TUOI GUSTI IN FATTO DI FUMETTI?
Ciao! Sono Ilaria, e sono un’autrice Tatai Lab, da ormai 4 anni.
Ho sempre adorato disegnare fin da piccolissima, e questo mi ha portato ad iscrivermi al Liceo Artistico e successivamente alla Scuola Comix di Firenze, per cercare di imparare a lavorare nel mondo del fumetto. Prima di riuscirci, però, ho fatto vari lavori nel campo artistico, tra cui l’insegnante all’Accademia Europea di Manga, che mi ha permesso di studiare per un breve periodo la tecnica manga a Tokyo.
Nel 2016 ho conosciuto Emanuele e Linda, e da allora è iniziata la mia collaborazione con Tatai, che spero, purtroppo per loro, durerà per ancora molto tempo.
- PERCHE' FAI QUESTO LAVORO? QUAL E' IL TUO OBBIETTIVO?
Perchè è infinitamente soddisfacente avere un’idea in testa e riuscire a svilupparla concretamente, riuscendo tramite essa a suscitare emozioni negli altri.
La mia indole è sempre stata quella di ottenere questo tramite il disegno, la strada si è delineata da sola nel corso degli anni.
Il mio obiettivo è fare del mio meglio sempre, ed essere soddisfatta di quello che faccio.
- CHE PROGETTO HAI REALIZZATO PER TATAI LAB, E CHE PROGETTO STAI REALIZZANDO (senza spoiler), CE NE PUOI PARLARE?
Ho realizzato Canvas, nel 2016, il mio primo vero e proprio progetto stampato. Un silent book realizzato anche grazie al supporto del crowdfunding.
Il secondo progetto è stato GG, una serie fantasy di tre volumi conclusasi lo scorso anno, scritta da Giacomo Masi e disegnata da me.
Adesso sto lavorando ad un progetto tutto mio, Bunko 2210. Sarà un fumetto più serio rispetto al precedente, una storia dolce-amara, che spero farà breccia nel cuore dei lettori.
- COSA PENSI DEL MERCATO DEL FUMETTO OGGI, SIA PER QUANTO RIGUARDA QUELLO ITALIANO CHE INTERNAZIONALE, ANCHE IN RELAZIONE AD ALTRI MEDIA DI INTRATTENIMENTO (VIENE DA PENSARE, SUBITO, PER ESEMPIO AI VIDEOGIOCHI)?
Il fumetto, purtroppo, è un media molto sottovalutato rispetto ai cugini del cinema, videogiochi e serie tv. Si porta dietro la nomea del “passatempo da bambini”, cosa assolutamente falsa, e questo sicuramente lo danneggia.
Nonostante sia ormai nella cerchia degli addetti ai lavori, però, non conosco approfonditamente il mercato del fumetto, e quindi non aspettatevi da me un’analisi precisa e puntuale. Nel mio piccolo, l’unica cosa che cerco di fare è domandarmi quotidianamente come fare ad arrivare a più persone possibili, come fare a far avvicinare degli sconosciuti allo splendido mondo del fumetto. Anche perchè poi, se si avvicinano e vedono, la maggior parte delle volte rimangono.
- QUALI SONO I "PRO" DI FARE IL LAVORO DI FUMETTISTA?
La soddisfazione personale. Pensare di stare facendo davvero questo dalla mattina alla sera mi sembra ancora impossibile, mi sento molto fortunata.
- E I "CONTRO"?
Tanto stress. Ma ogni lavoro ne ha, è una cosa con cui tutti dobbiamo fare i conti. E anche sotto questo punto di vista sono fortunata, ho delle persone fantastiche vicino che mi sostengono e alleggeriscono il carico fisico e mentale.
- CHE IMPATTO HANNO (/HANNO AVUTO) I SOCIAL MEDIA NEL TUO STILE, NEL TUO MODO DI LAVORARE E NEGLI OBIETTIVI CHE TI PONI DI RAGGIUNGERE?
I social mi hanno permesso di venire a contatto con molti artisti grazie ai quali il mio stile si è evoluto ed è diventato quello che è adesso. Mi hanno anche permesso di raggiungere un pubblico più ampio, e sicuramente è grazie ai social che oggi lavoro, visto che è con Youtube che ho conosciuto Emanuele e Linda.
Detto questo però, non ne sono schiava. Non sforno decine di disegni a settimana per aumentare i miei follower, non controllo l’andamento dei miei like o l’engagement sul mio profilo... e sicuramente sbaglio, ma il mio rapporto con i social è molto tranquillo: quando faccio qualcosa di nuovo, e mi piace, lo posto. Se sto lavorando ad un progetto e voglio aggiornare chi mi segue sul suo sviluppo, faccio una storia. Fine.
E sono soddisfatta così.
- COME VEDI IL FUTURO DEI FUMETTI? COME VORRESTI SI EVOLVESSERO, SOPRATTUTTO IN RIFERIMENTO AL MERCATO E AI LETTORI ITALIANI?
Il futuro sarà complicato.
Soprattutto dal punto di vista della creatività, una crisi che non vive solo il settore del fumetto, ma come dicevamo prima, purtroppo il fumetto è il cugino sfigato della famiglia dell’intrattenimento.
La speranza che ho è che il pubblico cresca. Pubblico di ogni età, ma sopratutto pubblico giovane da poter far crescere con noi. Il fumetto è un prodotto formativo, da autrice do alle mie storie più importanza di quella che hanno probabilmente, proprio perchè sento la responsabilità di trasmettere un messaggio ai giovani lettori. Non deve essere per forza un messaggio importantissimo e vitale, anche qualcosa di piccolo, qualcosa che io vorrei tramandare e che potesse accompagnarli per sempre. Da lettrice per me è stato così, porto nel cuore alcune delle cose che ho visto o letto proprio per quello che cercavano di dirmi, e ne ho fatto tesoro.


